C’è un momento, prima o poi, in cui lo vedi: il gatto si arrampica sulle tende con la determinazione di un alpinista, e tu resti lì a metà tra lo stupore e il “no, ti prego”. Sembra un capriccio, invece spesso è un messaggio chiarissimo. E la buona notizia è che puoi capirlo e intervenire con rimedi pratici senza trasformare casa in un campo di battaglia.
Perché lo fa davvero: non è “dispetto”
Quando un gatto punta verso l’alto, non sta cercando di rovinarti il salotto. Sta seguendo un copione antico, scritto nel suo corpo e nel suo cervello. Il suo istinto naturale gli dice che in alto si sta meglio.
Salire in quota gli permette di:
- controllare il territorio con uno sguardo unico (sì, anche il corridoio che conosce già a memoria)
- sentirsi più sicuro (meno “raggiungibile”, più padrone della situazione)
- avere un punto di osservazione perfetto per valutare movimenti, rumori, persone
Questa spinta è legata a una logica felina semplicissima: “Se vedo tutto, sono al sicuro”. Ed è una logica che arriva dai suoi antenati, abituati a cacciare e a evitare pericoli con un buon vantaggio visivo.
Perché proprio le tende sono irresistibili
Ok, ma perché scegliere proprio le tende, invece del divano o di una mensola? Perché le tende sono, per un gatto, un invito troppo facile.
Ecco cosa le rende speciali:
- sono una sfida verticale accessibile, senza dover fare grandi calcoli
- si muovono con l’aria, creando un effetto “preda che scappa”
- offrono una trama perfetta per gli artigli, quindi diventano anche un test di presa e forza
- spesso sono vicino a finestre, quindi il “premio” finale è enorme: panorama, uccellini, odori, vita
In pratica, tende uguale palestra, gioco e torre di controllo, tutto insieme. Se aggiungi che il gatto è un predatore nato, capisci perché quel tessuto che ondeggia gli accende la miccia.
Energia, noia e bisogno di stimoli (soprattutto nei gattini)
A volte la tenda non è solo “divertente”. È l’unica cosa divertente disponibile. Un gatto con poca stimolazione può cercare un modo per scaricare energia, e se non trova alternative, inventa.
Segnali tipici:
- arrampicate frequenti in certi orari (spesso sera o mattina presto)
- scatti improvvisi, corse, “zoomies”
- ricerca di attenzione (ti guarda, sale, poi ti osserva come per dire: “hai visto?”)
Nei gattini è ancora più normale: sono in modalità esplorazione continua e imparano usando corpo e artigli. Se non hanno una “palestra legale”, la tenda diventa la soluzione più ovvia.
Rimedi pratici: cosa fare (senza urla e inseguimenti)
L’approccio che funziona davvero è questo: offrire alternative valide e rendere le tende meno interessanti. Punire o spaventare spesso aumenta ansia e ripetizione del comportamento.
1) Dai un “sì” al posto di mille “no”
Metti in casa opzioni che soddisfino l’istinto di arrampicata:
- tiragraffi verticali alti e stabili (non solo quelli bassi)
- una colonna vicino alla finestra (posizione strategica, successo garantito)
- mensole o percorsi a parete, se lo spazio lo permette
L’idea è semplice: se vuoi che smetta di usare le tende, devi dargli un posto migliore dove andare.
2) Sposta il gioco dove vuoi tu
Gioca 10 minuti con una bacchetta o un gioco da caccia e poi “chiudi” la sessione con un premietto. Questo abbassa la carica fisica e mentale.
Prova una routine:
- gioco attivo
- piccola ricompensa
- pausa in un punto comodo (cuccia o tiragraffi)
3) Rendi le tende un obiettivo “noioso”
Senza ricorrere a soluzioni drastiche, puoi:
- raccogliere le tende con fermatende, riducendo la superficie “arrampicabile”
- scegliere tessuti più lisci e meno appigliabili
- tenere il tiragraffi a pochi passi dalla tenda, come “uscita alternativa”
4) Premia la scelta giusta
Quando sale sul tiragraffi o usa la mensola, rinforza subito con voce dolce, carezza o snack. La coerenza qui è potentissima: il gatto impara più in fretta di quanto sembri.
Il punto chiave: soddisfare l’istinto, non spegnerlo
Il gatto si arrampica sulle tende perché cerca altezza, sicurezza e stimolazione. Non è un mistero e non è un difetto di carattere. Se gli costruisci un ambiente con verticalità, gioco e alternative sensate, quel comportamento si riduce davvero. E spesso, con un po’ di pazienza, le tende tornano a fare solo le tende.




