Se hai mai avuto quella sensazione da allerta bolletta, magari dopo una settimana di freddo pungente, sappi che non è paranoia. C’è davvero un elettrodomestico domestico che, in un certo senso molto concreto, può consumare come 60 frigoriferi accesi. E spesso lo accendiamo “solo un attimo”, senza pensarci.
Il “colpevole” (più comune di quanto credi)
L’apparecchio che più facilmente arriva a quel paragone è la stufetta elettrica, soprattutto il classico termoventilatore da bagno o la stufa portatile da 2.000 watt.
Perché proprio lei? Perché il confronto non è sul picco massimo del frigorifero (che va a cicli), ma sulla sua potenza media: un frigo moderno, in molte case, “vale” circa 30-40 watt medi nell’arco della giornata (dipende da classe energetica, temperatura ambiente, aperture, dimensioni).
Fai due conti veloci e il numero diventa improvvisamente credibile:
- 1 frigorifero: circa 35 W medi
- 60 frigoriferi: 60 × 35 W = 2.100 W medi
- stufetta: circa 2.000 W quando scalda
Ecco perché l’immagine dei “60 frigoriferi” non è una leggenda urbana: è una metafora tecnica che rende bene l’idea di quanta corrente può chiedere una stufa elettrica, anche piccola.
Il trucco sta nel tempo, non solo nella potenza
La stufetta non “divora” energia perché è malvagia, lo fa perché trasforma elettricità in calore in modo diretto. E se resta accesa, corre veloce.
Per capirlo davvero, ragioniamo in kilowattora, cioè l’unità che trovi in bolletta. Una stufetta da 2 kW:
- 1 ora accesa = 2 kWh
- 3 ore accesa = 6 kWh
- 5 ore accesa = 10 kWh
Ora immagina un uso quotidiano “innocente”, tipo 2 ore al mattino e 2 alla sera: sono 8 kWh al giorno. In un mese freddo diventano circa 240 kWh solo di stufetta. Non è difficile che sia lei a far “saltare” l’importo che ti aspettavi.
Confronto rapido: chi consuma davvero di più?
| Apparecchio | Potenza tipica | Uso tipico | Impatto sulla bolletta |
|---|---|---|---|
| Frigorifero | 30-40 W medi | sempre acceso | costante, “silenzioso” |
| Stufetta/termoventilatore | 1.500-2.000 W | a ore | altissimo se prolungato |
| Asciugacapelli | 1.500-2.000 W | minuti | alto ma breve |
| Forno elettrico | 2.000-2.500 W | 1-2 ore | medio-alto, ma controllabile |
La differenza chiave è che la stufetta può restare accesa ore e ore, spesso in più stanze, magari “finché non sento caldo”. E quel caldo, appena spegni, se ne va in fretta.
Perché la stufetta “sembra economica” (ma non lo è)
È ingannevole perché:
- costa poco da comprare,
- scalda subito,
- sembra perfetta per “tamponare”.
Il problema è che, se la usi come sostituto del riscaldamento principale, stai pagando un calore caro, soprattutto rispetto a soluzioni più efficienti.
Come ridurre il consumo senza gelare
Non serve demonizzarla, basta usarla con metodo. Ecco le strategie più efficaci, quelle che cambiano davvero la spesa:
- Timer e spegnimento automatico: se non ce l’ha, usa una presa smart con timer.
- Scalda la persona, non la stanza: plaid, tappeto, paraspifferi, sono piccoli ma potentissimi.
- Abbassa di un grado il riscaldamento principale e usa la stufetta solo per 10-15 minuti nei punti critici.
- Se devi scegliere un nuovo apparecchio, valuta una pompa di calore (tipo climatizzatore in modalità caldo), spesso più efficiente nel rapporto calore prodotto, energia consumata.
- Non usarla in ambienti con spifferi: è come scaldare “fuori”.
La risposta che cercavi (e cosa fare da subito)
Quindi sì, l’elettrodomestico che può arrivare a “valere” 60 frigoriferi è, nella maggior parte dei casi, la stufetta elettrica da 2 kW. Non perché sia difettosa, ma perché il suo consumo istantaneo è enorme rispetto alla media di un frigo e, se la lasci lavorare a lungo, diventa un acceleratore di consumi.
Se vuoi una regola pratica da ricordare: ogni ora di stufetta è un “morso” netto alla bolletta. Usala come sprint, non come maratona.




